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Castelli della Valle d’Aosta: i più belli da visitare

La Valle d’Aosta è da sempre conosciuta per i suoi castelli: alte torri, imponenti fortezze ed eleganti residenze puntellano il paesaggio, conferendogli un aspetto fiabesco.

Castelli Valle d’Aosta

Visitare i castelli della Valle d’Aosta è un’esperienza unica da vivere in ogni stagione: avvolti da un candido manto di neve in inverno, inondati dai lucenti raggi di sole estivi, o immersi nei caldi colori dell’autunno. Ogni momento dell’anno permette di coglierne particolari e sfumature capaci di far riscoprire sotto una nuova luce anche i castelli già visitati. La storia della Valle d’Aosta è ricca, sfaccettata, affascinante e varia. Ogni parte della storia trova un ricordo tra i vari monumenti che si possono vedere sul territorio. Tra questi, la Valle d’Aosta conta sicuramente un numero rilevanti di fortezze legati a diverse età storiche, tra cui è possibile trovare alcuni tra i castelli più belli.

Iniziamo il nostro viaggio alla scoperta dei castelli valdostani aperti al pubblico

Il castello di Fénis

Il castello di Fénis è una tappa obbligatoria del tour dei castelli in Valle d’Aosta: annunciato da alte torri e da una doppia cinta muraria, desta la meraviglia di qualsiasi visitatore: è impossibile, visitandolo, non immedesimarsi in un cavaliere o una dama che nel Medioevo viveva al suo interno.

Dopo aver varcato l’ingresso dalla lizza esterna, ci si addentra nella cinta interna, dove un portone d’ingresso permette l’accesso al cortile, la cui vista lascia senza fiato: uno scalone semicircolare dietro al quale si rivelano degli affreschi di inizio Quattrocento. Si tratta di San Giorgio che uccide il drago, al di sopra del quale dei saggi portano in mano interessanti cartigli in francese antico narranti sentenze morali.

La visita guidata prosegue negli ambienti interni: al piano terra, dopo aver attraversato la sala d’armi e il refettorio per i soldati e i servitori si raggiungono le cucine, dove fa da padrone un camino enorme, utilizzato per cucinare ma soprattutto per riscaldare l’edificio. Al primo piano, dopo aver attraversato gli ambienti dei signori si entra nel vero gioiello del castello, la cappella interamente affrescata, dove troneggia la Madonna delle Misericordie intenta a proteggere sotto il suo manto i membri della nobile famiglia proprietaria del castello, i nobili signori di Challant.

Tra i castelli della Valle d Aosta quello di Fénis resta sicuramente il più spettacolare e ricco ed anche il più visitato. Per evitare code e godersi la visita nel migliore dei modi è preferibile prenotare una visita con le Guide Turistiche Vda.

Il castello di Issogne

Capolavoro assoluto tra i castelli antichi della Valle, capace di meravigliare chiunque vi si addentri. Il castello di Issogne è un’elegante dimora signorile del XV secolo perfettamente conservata. Il palazzo era la residenza principale dei conti di Challant, famiglia nobile di rilievo nel medioevo valdostano. Il castello conserva dei tesori unici: la visita guidata permette di ammirare le lunette raffiguranti scene di vita quotidiana di fine Quattrocento, la fontana del melograno, le incantevoli sale affrescate ed allestite con mobili originali. Da non perdere, le iscrizioni e i disegni presenti sulle pareti dell’intero edificio lasciate dagli ospiti del castello.

Il castello di Issogne si è perfettamente conservato grazie al contributo di Vittorio Avondo, ricco pittore torinese che alla fine del XIX secolo acquistò la residenza con l’obiettivo di riportarla agli antichi fasti del Medioevo. Dall’autunno 2018 è possibile visitare una nuova ala del castello, all’interno dell’appartamento di Avondo. Il nuovo percorso permette di rivivere e condividere con l’antico proprietario la sua infinita passione per l’età di mezzo.

Il castello di Verrès

A protezione dell’antico borgo si innalza sulla montagna il castello di Verrès: un imponente cubo di 30 metri per lato, capace di intimidire ancora oggi chiunque osi avvicinarsi. Il castello di Vèrres è uno dei pochi castelli medievali in Valle d Aosta.

Nonostante la sua presenza severa e bellicosa il maniero non manca di interessanti dettagli decorativi, oltre ad un imperdibile scalone ad archi rampanti che ne collega i diversi livelli. La visita guidata del castello permette di conoscere le storie dei suoi antichi abitanti: Ibleto, membro di spicco della famiglia dei signori di Challant che alla fine del XIV secolo diede l’aspetto attuale al castello e sua nipote Caterina, l’eroina del castello: una donna moderna, con lo sguardo verso il futuro, a tal punto da rifiutare la legge che nel Medioevo destinava i feudi ai soli membri della famiglia di sesso maschile.

Il suo coraggio la spinse in una terribile guerra contro suo cugino Giacomo di Challant. Caterina perse la guerra, e di conseguenza i suoi diritti, ma la sua impresa rimase indelebile nel tempo, al punto da essere ricordata ogni anno durante lo Storico Carnevale di Verrès.

Uscendo dal castello e volgendo lo sguardo verso l’incredibile panorama, è impossibile non notare la posizione strategica del castello: a destra si apre la salita verso la Val d’Ayas, e in basso l’antico abitato, attraversato prima dalla Via delle Gallie e successivamente dalla Via Francigena. Proprio nel borgo domina la Prevostura di St-Gilles, complesso religioso presente fin dall’XI secolo, importante a tal punto da spingere Ibleto di Challant a farvi costruire all’interno la propria cappella sepolcrale.

Castello Sarriod de La Tour

Tra i castelli da visitare in valle, nel Comune di Saint-Pierre, su un pianoro immerso nei meleti si trova il castello Sarriod de la Tour. Il suo aspetto irregolare, dovuto alle continue trasformazioni e ampliamenti avvenute nel tempo, è sicuramente l’elemento che gli conferisce un fascino unico. Non tutti sanno che il castello è ancor oggi popolato da numerosi mostri: nella cappella, accanto a figure di Santi, appaiono sirene e figure grottesche facenti parte di un ciclo di affreschi del XIII secolo. Salendo lungo la bellissima scala a chiocciola quattrocentesca è possibile raggiungere la “Sala delle Teste”, salone d’onore del castello, dove i mostri non mancano di certo: le 171 mensole di legno che decorano il soffitto sono popolate da esseri diabolici, animali fantastici, figure bizzarre ed anche elementi osceni!

Uscendo, di fronte al castello, su una rocca si innalza il castello di Saint Pierre, reso inconfondibile dalle quattro torrette laterali che lo rendono così simile ai castelli delle fiabe.

Castel Savoia di Gressoney

Nel paese di Gressoney-St-Jean, incantevole località ai piedi del Monte Rosa, all’interno di una foresta di abeti rossi e larici si trova il castello delle favole. Si tratta del Castel Savoia e a parer nostro può rientrare nella lista de i più bei castelli d Italia. Si tratta di una splendida dimora voluta dalla Regina Margherita. La prima sovrana d’Italia era legatissima a questo luogo, al punto da trascorrervi i suoi soggiorni estivi fino al 1925, anno precedente alla sua morte.

Il castello, ultimato nel 1904, si trova nella località non a caso denominata Belvedere, dalla quale è possibile ammirare tutta la vallata fino al ghiacciaio del Lyskamm.

Elogio del gusto e della raffinatezza della Regina Margherita, il Castel Savoia è un sogno ad occhi aperti: all’esterno, il candido edificio è protetto da cinque torri, l’una diversa dall’altra, mentre l’interno è ricco di decori, sofisticate boiseries e ricercati mobili di ispirazione medievale.

Da non perdere, il maestoso scalone in rovere che conduce al primo piano, l’appartamento della Regina, ricco di elementi che spiccano per la loro estrema modernità e il giardino botanico, situato nel parco del castello, dove è possibile ammirare numerose specie alpine.

Una curiosità: la cucina era situata in un edificio poco lontano dal castello, collegato alla sala da pranzo attraverso una decauville: in questo modo, gli odori della cucina non potevano infastidire la Regina e i suoi ospiti!

Castello Reale di Sarre

Tra i castelli vicino ad Aosta, su una collina avvolta da vigneti si erge il castello di Sarre, antica dimora acquistata nel 1869 da parte di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, per adibirla a quartiere generale durante le sue battute di caccia nelle valli del Gran Paradiso. La visita del castello permette di vivere un viaggio in quel periodo, dove non possono mancare i trofei: migliaia di corna di stambecchi e camosci ne adornano le pareti. L’itinerario non è dedicato soltanto all’arte venatoria, ma anche alla storia dei Savoia: il primo ed il secondo piano dedicano ampio spazio ai Sovrani d’Italia. L’allestimento degli appartamenti reali si concentra sull’epoca di Vittorio Emanuele II e Umberto I, mentre il secondo piano, adibito un tempo a stanze degli ospiti e locali della servitù, pone rilievo sul periodo di Vittorio Emanuele III e Umberto II.

Forte di Bard

Una fortezza inespugnabile, maestosa e severa accoglie il visitatore all’ingresso della Valle d’Aosta: si tratta del Forte di Bard, presidio inespugnabile, che osò bloccare per due settimane le truppe di Napoleone. Da guarnigione militare a polo museale, questa è la sua evoluzione avvenuta nel corso degli anni, trasformandosi in un luogo in cui l’arte e la storia trasudano in ogni  angolo.

Salendo attraverso dei comodi ascensori panoramici, è possibile raggiungere i diversi corpi di fabbrica che ospitano mostre temporanee e musei. Da visitare il Museo delle Alpi, percorso multimediale dedicato alla montagna da vivere con i 5 sensi; le Prigioni del Forte, sede delle minuscole celle, dove un percorso avvincente racconta la storia della fortezza e Il Ferdinando, all’interno del quale è possibile vivere un incredibile viaggio alla scoperta delle fortezze e della loro evoluzione dall’epoca romana al Novecento. Oltre ai musei permanenti il Forte ospita mostre temporanee di rilievo internazionale e eventi da non perdere. Visitare il Forte di Bard è un’esperienza da vivere e rivivere più volte: ogni volta è capace di stupire i visitatori con nuove proposte e iniziative.

Castello di Aymavilles

Ad Aymavilles, poco lontano dal ponte acquedotto di Pondel si trova l’imponente castello di Aymavilles, antica residenza della famiglia De Amavilla, che nel corso del XIV secolo venne infeudato ad Aimone di Challant. Le sue caratteristiche torri semicircolari sono il frutto di una campagna ricostruttiva realizzata tra il 1395 e 1412.
Con l’arrivo di Joseph Felix de Challant all’ inizio del XVIII secolo, il castello fu trasformato in una stabile residenza di rappresentanza: la struttura esterna fu restaurata e gli interni vennero rinnovati, andando così a perdere definitivamente la sua antica funzione difensiva. Grandi logge furono aperte e vennero inserite balaustrate, cornici e specchiature. A conclusione di questa campagna ricostruttiva, il castello di Aymavilles appariva come lo vediamo ancora oggi.
L’ ultimo intervento lo si deve al conte Vittorio Cacherano Osasco della Rocca-Challant, fautore della decorazione recentemente messa in luce e valorizzata in alcuni ambienti del castello.
Il progetto di allestimento del nuovo museo nel castello di Aymavilles vuole fornire al visitatore una doppia chiave di lettura: da una parte raccontare la storia del castello, dall’ altra permette di ammirare la raccolta d’arte e archeologia dell’ Académie Saint-Anselme. Qui trovi un approfondimento su storia, costi, orari e dintorni del Castello di Aymavilles.

Castello Gamba

Ai piedi della Valle del Cervino un meraviglioso parco all’inglese di 50.400 metri quadrati circonda il castello Gamba, dimora di inizio Novecento voluta dal torinese Carlo Maurizio Gamba per permettere alla sua amata moglie Angélique di trascorrere del tempo accanto alla sua famiglia, che viveva nel vicino castello di Châtillon. Frutto di un grande amore, la dimora dovette assistere alla tragedia della famiglia: prima la morte di Irene, figlia dei proprietari del castello, seguita da Angélique, che non riuscì a sopravvivere per il dolore della perdita della sua bambina ed infine da Carlo Maurizio.

Grazie all’intervento di restauro, il castello Gamba è oggi tornato a splendere, trasformandosi nella pinacoteca di arte moderna e contemporanea della regione della Valle d’Aosta. Attraverso un percorso temporale a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, è possibile ammirare nelle 13 sale dedicate all’esposizione permanente opere di Turner, Casorati, De Pisis, Carrà e Guttuso, Martini, Manzù, Mastroianni, Fontana, Pomodoro e Paladino. Ampio spazio è il dedicato agli artisti valdostani, da Italo Mus fino alla recente generazione impegnata nelle ricerche di avanguardia.

Castello di Introd

La visita del castello di Introd è un’emozione che va vissuta: nascoste nel bosco, le sue mura arrotondate, come una madre protettiva, avvolgono dolcemente i tesori che si celano all’interno.

Oggi come un tempo, l’imponente torre si innalza al di fuori di una cinta poligonale, quasi circolare. Raggiunto il suo punto più alto, il panorama è indescrivibile: la vista spazia dal Monte Bianco alle principali vette che circondano la città di Aosta. E proprio la torre, assieme alla cucina ed una porzione del muro di cinta sono i soli superstiti dei terribili incendi di fine Ottocento. L’elegante interno che oggi ammiriamo è il frutto del restauro operato a inizio Novecento.

Oltre al castello, altri edifici quattrocenteschi contribuiscono a rendere questo luogo fatato: il granaio, che presenta una serratura davvero originale, raffigurante un castello munito di torri e poco più a valle L’Ola, straordinaria cascina che ha ispirato le stazioni ferroviarie della Valle d’Aosta.